teatro comunale san teodoro

TU SEI AGATHA

Stagione 2018-19

sabato 15 Dicembre

ore 21.00

ANNULLATO PER MOTIVI LOGISTICI

 

da Agatha di Marguerite Duras
testo e regia di Lorenzo Ponte
con Christian La Rosa e Valentina Picello
scene Davide Signorini
musica Sebastiano Bronzato

 

CONSIGLIATO A PARTIRE DAI 14 ANNI

tu sei agatha

Si tratta di un amore che non ha nome nei romanzi e non ha nome neppure per quelli che lo vivono. Di un sentimento che in qualche modo non sembra avere ancora vocabolario, costumi, riti. Si tratta di un amore perduto. Perduto, da perdizione…
(Sinceramente vostra)

Duras

 

Tu sei Agatha racconta l’incontro tra un fratello e una sorella nella loro villa d’infanzia ormai abbandonata, villa Agatha, lo stesso nome che il fratello ha dato alla sorella. Agatha ha preso la decisione di partire e interrompere il rapporto incestuoso che li unisce; ha incontrato un uomo e andrà a vivere con lui. Di fronte alla possibilità di una separazione, sono sommersi dai ricordi. Tornano ai giorni d’estate in cui si perdevano dentro la villa, ripensano alla madre, morta otto mesi prima, e alle sue raccomandazioni. Il pianoforte, le letture, gli amori giovanili e i viaggi diventano i fili invisibili di un legame che niente sembra in grado di scalfire.

Tu sei Agatha dà forma poetica a un mistero irrappresentabile: l’amore disperato e impossibile tra un fratello e una sorella. L’amore e il tentativo di sopravvivere a questo amore. Agatha racchiude dentro sé la storia di Marguerite Duras, il suo amore per il fratello Paulo morto giovane e i ricordi della casa coloniale che la scrittrice racconta in Una diga sul Pacifico.

 

L’autobiografia bruciante è sublimata in una parola poetica e sospesa che si rivolge alle zone più intime e impudiche di chi la riceve: il legame incestuoso e indissolubile dei due fratelli è così lo specchio rovesciato su cui osservare la nostra difficoltà a incontrare l’Altro fuori da dinamiche di possesso, ad accettare la libertà dell’Altro e il dolore del fallimento.

La scena è vuota per fare spazio a un rito di incontro tra due corpi che si sono sempre cercati senza mai toccarsi. Lo spazio teatrale diventa così il luogo ideale per indagare il cuore della relazione e liberare questo feroce desiderio a lungo frustrato.

 
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