teatro comunale san teodoro

Naso d'argento

Ispirato alle “Fiabe Italiane”
di Italo Calvino

Lo spettacolo è pensato per bambini dai 3 agli 10 anni
e per le loro famiglie – durata 60′

Stagione 2017-18

domenica 28 gennaio

ore 15

di e con Soledad Nicolazzi
disegni di Dora Creminati
produzione Stradevarie | Campsirago Residenza
genere teatro di narrazione | teatro canzone

Naso d'argento Teatro San Teodoro Stagione 2017-2018

Di tutte le stanze avrai la chiave…
Dalle suggestioni delle Fiabe Italiane raccolte da Italo Calvino una narrazione scoppiettante e coinvolgente: in scena una fisarmonica, un cestino, una piccola sedia e un’attrice che stende calzini spaiati.
Dovessi anche servire il diavolo voglio andarmene via di casa! Così comincia la storia, una versione popolare di Barbablù. Popolare e ridanciana, perché qui, il diavolo è vanitoso e un po’ tonto. E le tre ragazzine, con furbizia, un po’ di fortuna e gran spasso di tutti i bambini, la fanno in barba al satanasso.
L’attrice interpreta l’allampanato signor Naso D’Argento, l’anziana mamma e le tre figlie: Assuntina, la più grandicella, Carlotta la più cicciotta e Lucia, la più giovane e bella…
Come nella tradizione orale, tutti partecipano alla narrazione: i bambini sono invitati a cantare, a inventare pezzi di storia, a entrare brevemente nella parte di uno dei personaggi.
Naso d’argento è nato nei cortili d’estate, e del teatro di strada mantiene intatta la modalità comunicativa con il pubblico favorendo un coinvolgimento attivo dei bambini: il piacere dell’ascoltare in cerchio, la musica, il racconto come condivisione di un momento della giornata. La cantastorie racconta: le filastrocche, le inflessioni dialettali, le canzoni e i personaggi si intrecciano a nuove modalità espressive.
È una storia per i piccoli spettatori ma, come spesso accadeva nelle narrazioni corali, coinvolge genitori e nonni. Parla ai ragazzini di un mondo che non c’è più eppure che sta ancora nei nostri modi di dire, nei nostri atteggiamenti, nel nostro immaginario.
Le bellissime immagini di Dora Creminati, portate in scena dai bambini e proiettate sullo sfondo, fanno da controcanto alla storia.