Teatro Comunale San Teodoro - Cantù (CO)

QUADRI SCONFINATI | I "QUADRI DI UN'ESPOSIZIONE"
SOLD OUT

Musorgskij, Ravel e gli altri

 

sabato 25 Ottobre

ore 21.00

con Orchestra Sinfonica del Lario
direttore Pierangelo Gelmini

sinfonia-dal-nuovo-mondo

Tutto comincia dall’utopia di una porta.
Un oggetto reale e simbolico, che accoglie, che separa, che protegge, che apre o preclude, che segna il confine, che difende, che comunque non può mai sembrare neutrale.

Nel 1866 il pittore e architetto Victor Hartmann elabora il progetto della “Grande portadi Kiev“, un’opera monumentale mai realizzata, pensata con torri e cupole d’oro, una figura maestosa e densa di significati simbolici.
Una porta tuttora inesistente eppure tanto presente in molta letteratura teatrale, musicale, poetica e pittorica dell’epoca fino ai giorni nostri.
Successivamente, nel 1874, uno degli amici più intimi di Hartmann visiterà con interesse una sua mostra di quadri, ne acquisterà addirittura alcuni, rimarrà impressionato da molte figure e ambientazioni e penserà di amplificare questo sentimento scrivendo una musica che potesse nascere dall’immagine. Che non la descrive, ma ne scaturisce.

Modest Musorgskij scrive i “Quadri di un’esposizione“ nel 1874: una composizione  per pianoforte potente quanto anomala, ricca di idee, di suggestioni, ma povera di elaborazioni e priva di sviluppo, proprio negli anni in cui l’imperativo del com-porre consiste nella capacità di elaborare a dismisura il materiale musicale, sviscerandone tutte le potenzialità.
Immediata fu però l’intuizione della visionarietà orchestrale di questo brano, come se la stesura al pianoforte non fosse che un passaggio, uno schizzo in bianco e nero in attesa di ricevere vesti orchestrali.
Da allora si contano circa 30 orchestrazioni differenti, la prima, del 1891, è quella di Tushmalov, la più celebre del 1922, ad opera di Maurice Ravel.
Ravel forse meglio di altri riesce nell’impresa di cogliere l’essenza di ogni quadro e “metterlo in movimento”, superando i limiti narrativi dell’immobilità e donando anima e corpo alle figure e alle ambientazioni.

Ecco che gnomi, trovatori medievali, ebrei polacchi e fantesche,  fanciulli e pulcini , carri e streghe valicano le cornici dei quadri e ci vengono incontro.
Con lo spirito del visitatore più attento e curioso in questo concerto rivedremo e riascolteremo più volte alcuni quadri, affascinati dalla diversa lettura dei diversi orchestratori, come fossimo incapaci di scegliere il meglio per noi, indecisi sulle preferenze di colori, luci, ombre e riflessi che ogni versione suggerisce ed elabora, sedotti dal moltiplicarsi degli orizzonti e dal fluttuare delle linee di confine.